2024

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Sean Baker

·IMDb·Letterboxd

Anora

Love Story

Ani, ventitré anni, balla in un club di Brooklyn; Vanya, ventuno, è figlio di un oligarca russo e chiede una ballerina che parli russo. Le offre quindicimila dollari per fare la sua ragazza una settimana, poi a Las Vegas la sposa con un anello enorme: un'illusione da Pretty Woman.

Anora - Recensione

Questo film è fottutamente pazzesco, e lo scrivo nel mezzo, sono arrivato a metà e già non mi contengo per iniziare a scrivere la recensione. Del protagonista si potrebbe già dire molto ma per dove siamo arrivati nel film meglio parlare di lei, che al momento sembra la vera protagonista e probabilmente lo rimarrà fino alla fine. Lei è un angelo caduto, un mostro del sesso, una ragazza che sa comportarsi sia da donna che da uomo. Finalmente un film americano che non mostra dei russi cattivi e onnipotenti. Forse sì, un po' cattivi lo sono, ma anche i protagonisti parlano russo, e noi siamo dalla loro parte; il film è parlato in tre lingue, inglese, russo e armeno, perché quelli mandati a sistemare la faccenda sono armeni di Brooklyn invece che mafiosi da film di genere. Inoltre i veri cattivi non sono poi così violenti, in molti altri film quella che sembra comportarsi come mafia russa non va per mezzi termini e tira subito fuori la pistola. Per ora invece, non ne ho vista nessuna, e il livello di tensione è altissimo già da 40 minuti, in un blocco unico che va avanti senza stacchi per quasi mezz'ora. Si può già dire che è un thriller dal sapore Tarantino, e il collegamento è più letterale di quanto immaginassi, perché il regista Sean Baker ha scelto Mikey Madison per il ruolo principale dopo averla vista in C'era una volta a Hollywood, al punto di riguardarsi il film solo per le sue scene. E dire che era iniziato come una storia d'amore, conclusasi nella luna di miele. Un film pazzesco. Ora riprendo a guardare. Tensione quasi livello tarantino ma situazioni esilaranti alle stelle, chiaramente manca il gusto della battuta scritta alla tarantino perché qui si punta su tutt'altro, è tutto crudo e molto realistico, regala crasse risate di sgonfiamento, e quella crudezza è cercata con metodi da documentario. I primi dieci minuti nel locale notturno sono interamente improvvisati, girati in un club vero con ballerine vere e uomini veri seduti ai tavoli, e la protagonista doveva procurarsi i clienti sul serio, con un auricolare in cui il regista le diceva soltanto quando passare al prossimo. La scena nel ristorante russo l'hanno rubata entrando in una cena altrui con la macchina da presa accesa, e in giro per il quartiere sono stati mandati attori a chiedere ai passanti se avessero visto il ragazzo, riprendendo le reazioni di gente che non sapeva niente e veniva avvisata dopo. Tutto su pellicola 35mm, in quaranta giorni di riprese, con sei milioni di budget che sono diventati cinquantanove di incassi, una Palma d'oro a Cannes, la prima a un film americano dal 2011, e cinque Oscar. Sono così contento di sapere che dura ancora molto. Oh gosh sono passate due ore e non me ne sono accorto adesso mancano neanche 10 minuti, mi spiace così tanto che lui alla fine conti ancora meno di quanto credessi e che ora lei è con un dolce scagnozzo, quello che per la stessa parte si è preso una candidatura all'Oscar, e non si sa bene dove stanno andando. Dunque finirà così? O arriva un colpo di scena? Me lo chiedo con voi e non lo rivelerò, ma sicuramente questo è un film con una carica fortemente erotica, non solo nel legittimo sposalizio dei due piccioncini ormai in crisi definitiva, ma anche in altre strane accoppiate durante molte scene di ballo notturno e di avventure pseudo-mafiose in viaggio per New York, tra Brighton Beach, Coney Island e Manhattan. Il finale secondo me è pro matrimonio, per una ragione che riguarda l'ultima scena e che non dirò. E con questo ho chiuso.