Fast Times at Ridgemont High
Love Story
Mark detto Rat, maschera al cinema del centro commerciale, si innamora a lezione di biologia di Stacy, cameriera da Perry's Pizza. Per l'uscita segue il piano di Damone: ordinare per lei, mettere Led Zeppelin IV. Quando lei lo porta in camera, lui inventa una scusa e scappa.
Tratto daFast Times at Ridgemont High: A True StorydiCameron Crowe
Fast Times at Ridgemont High - Recensione
Questi film mostrano il carisma come elemento principale ancor prima della posizione sociale, un fenomeno che in adolescenza sembrava normale e che in età adulta si rovescia. Da grandi quello che si fa diventa quello che si è, in termini non più umani ma sociali, e il posto che occupi nell'organigramma conta più del modo in cui ti comporti. C'è dell'ipocrisia in questo, perché sono gli stessi adulti che a scuola ci invitavano a sentirci degni quanto i compagni, ripetendo che le differenze sociali non contano, mentre nella loro vita danno un peso enorme al ruolo, alla posizione, alla casa e allo stipendio. L'istituzione scolastica in parte quella promessa la protegge davvero, perché garantisce un ambiente relativamente meritocratico dove la moneta sono le capacità e il carisma, e dove quello che ci sa fare con le ragazze o lo sportivo in gamba diventano leader anche partendo da condizioni familiari o economiche senza prestigio. La forma scelta per raccontarlo è quella del collage, con più protagonisti seguiti in scene brevi lungo un anno scolastico, un impianto che veniva da American Graffiti e che da qui in poi sarebbe diventato la regola del genere. Il film lo dimostra proprio attraverso i jobs. Un job è l'impiego che si fa per essere pagati, da dipendenti, senza che ci entri niente di te; il work è invece il lavoro che corrisponde alla tua anima, quello intellettuale, appassionato o imprenditoriale. In italiano abbiamo una parola sola per tutte e due le cose. Qui i ragazzi stanno dietro il bancone di un fast food con il cappello ridicolo dell'uniforme, servono ai tavoli di un centro commerciale, rivendono biglietti dei concerti fuori dalle scuole. Sono esattamente i jobs che da adulti segnerebbero un fallimento e che a diciassette anni non pesano nulla, perché nessuno ti identifica con quello che fai per pagarti la benzina. Il leader del gruppo è comunque Damone, che di soldi ne ha meno di tutti e vive di sola postura. Le gerarchie quindi esistono pure tra i giovani, nella scuola o nella città, solo che sono basate sul modo in cui si vuole rappresentare se stessi, ovvero su ciò che, a livello vitale, si ha da mostrare e condividere. Il gruppo che completa il quadro è quello degli stoners, capitanati da Spicoli, che si autoemarginano sentendosi superiori a tutto il resto. La loro moneta è il coraggio sopra le righe, quella sfrontatezza che li rende comunque cool agli occhi dei compagni, perché fanno in pubblico le cose che gli altri non oserebbero e le fanno senza chiedere il permesso a nessuno. Il bersaglio è il professore severo, ed è lì che il film smette di essere prevedibile, perché alla fine è proprio quell'adulto a presentarsi a casa sua e a passarci una serata, guadagnandosi un rispetto reciproco che nessun compagno aveva mai ottenuto. Fuori dal film il metodo era lo stesso, dato che Sean Penn rimase nel personaggio per tutte le riprese, chiese che sul suo seggiolino ci fosse scritto Jeff, e si presentò come Sean Penn soltanto a lavorazione finita, dopo aver fatto infuriare Ray Walston al punto da farlo uscire dal set. Le scarpe a scacchi bianche e nere che porta diventarono una moda in tutto il paese. Cameron Crowe, che ha scritto il libro da cui viene il film e poi la sceneggiatura, aveva ventidue anni e scriveva già da qualche tempo per Rolling Stone quando nel 1979 si iscrisse sotto falso nome, Dave Cameron, alla Clairemont High School di San Diego, con la complicità della sola presidenza, e ci passò un anno intero fingendosi studente. Ha raccontato che il libro che aveva in mente cambiò strada mentre lo scriveva, perché più entrava nei gruppi e più si accorgeva che quei ragazzi erano molto più intelligenti di come li si raccontava di solito, sempre a distanza di braccio. Il personaggio di Rat, il ragazzino timido che riceve le lezioni di seduzione, è ricalcato su un compagno vero conosciuto lì, Andy Rathbone, che anni dopo si sarebbe arricchito scrivendo i manuali per computer della collana for Dummies. Mi hanno anche incuriosito le cinque regole di seduzione maschile recitate fieramente da Mike Damone, il bagarino di biglietti che nella scuola passa per esperto di donne, al suo amico Rat, che gli sta sottomesso. Eccole. Primo, non devi mai far vedere quanto ti piace una ragazza, quindi un ciao Debbie buttato lì. Secondo, sei sempre tu a dettare le mosse, del tipo baciami, non te ne pentirai. Terzo, comportati come se ovunque ti trovi quello fosse il posto giusto dove stare, tipo bello qui, eh. Quarto, quando ordinate da mangiare scopri cosa vuole lei e ordina per tutti e due, è una mossa di classe, la signorina prende le linguine alle vongole e una Coca senza ghiaccio. Quinto, e questa è la più importante, quando si arriva al momento buono metti su il primo lato di Led Zeppelin IV. Quando tocca a Damone passare dalla teoria alla pratica con Stacy, la quindicenne che entrambi corteggiano, il rapporto dura una manciata di secondi e lei resta incinta. A quel punto promette di pagare metà dell'intervento e di accompagnarla in clinica, poi non paga e non si presenta, la evita e la tratta male, lasciandola andare da sola. Anche la quinta regola si rompe alla prima prova, perché quando Rat prova ad applicarla mette il disco sbagliato e parte Kashmir, che su quell'album non c'è nemmeno. È l'esordio alla regia di Amy Heckerling, che fu presa sulla base del suo film di diploma all'AFI e che tredici anni dopo avrebbe girato Clueless. Costato cinque milioni, ne incassò ventisette; la Universal ci credeva così poco che aveva previsto di farlo uscire solo negli stati occidentali per qualche settimana prima di spedirlo in televisione. Nel cast, oltre a Sean Penn e Jennifer Jason Leigh, ci sono un giovanissimo Forest Whitaker, Eric Stoltz e Anthony Edwards, mentre Judge Reinhold ebbe la parte perché era il vicino di casa del piano di sopra della regista.