Over the Edge
Love Story
Carl vive a New Granada, cittadina residenziale del Colorado dove il padre cerca investitori; Cory è la nuova arrivata e rifiuta con garbo il suo invito a uscire. Lui insiste, e si ritrovano a un picnic con la pistola che lei ha rubato in un furto. Un primo amore dentro la rivolta.
Over the Edge - Recensione
Appena finito di vedere Over the Edge. Ora finalmente capisco perchè è entrato tra i classici del coming of age, considerato precursore di altri classici del genere, Dazed and Confused in testa, visto che Linklater ha dichiarato apertamente di averlo avuto in mente mentre lo girava. Bene, questi film anni 70-90 sui ragazzi giovanissimi cosa hanno in comune? Direi soprattutto le macchine. C'è sempre una quantità di macchine incredibile in questi film, mi viene da pensare che sia la cosa che in assoluto la middle class è stata più influenzata a volere dal cinema insieme ad alcolici e sigarette. Qui per di più i protagonisti hanno tredici o quattordici anni e non guidano, girano in bicicletta e a piedi, eppure le macchine restano al centro lo stesso, perché sono quelle degli adulti e compaiono di continuo negli atti di vandalismo. Ma torniamo a noi. Non mi sono affezionato particolarmente a qualche personaggio. Alla fine del film rimane una sensazione generale poetica di aver visto una «testimonianza generazionale», un panorama sul vuoto esistenziale collegato a certe cittadine nel bel mezzo della pianura tendente al desertico. Trovo che l'ambientazione, la noia insita nei luoghi, rendano la figurazione di un'adolescenza scontenta del sistema, scontenta degli adulti, ancora più radicale. New Granada non esiste, è una cittadina inventata, però tutto quello che si vede viene da un posto vero, una città pianificata della California che negli anni Settanta aveva il tasso di criminalità giovanile più alto tra le città della sua taglia. Ma si compatiscono anche i genitori che effettivamente fanno un'esistenza che sembra poco appagante, sempre stressati nella macchina economico-sociale e incapaci di godersi la vicinanza dei figli, che infatti sfuggono sempre al controllo casalingo andando a combinare guai per la cittadina. Anche il tema di come l'urbanistica e tutti i servizi annessi si sviluppi per volere del ramo immobiliare emerge, ed è interessante da notare come si ripercuote sulle vite di chi è più sensibile al romanticismo e non dà nessun peso alle cose materiali, tanto da volerle costantemente distruggere. Gli amministratori chiudono il centro ricreativo e cancellano la pista di pattinaggio e il bowling promessi ai ragazzi, per fare spazio a un parco industriale. Tra uno scherzo alla polizia e l'altro si arriva a due morti, esplosioni, inseguimenti e battaglie tra orde di ragazzini e tutta la comitiva di forze dell'ordine politici docenti e genitori. La scuola diventa teatro di guerra, con gli adulti riuniti in assemblea e chiusi dentro mentre fuori saltano le macchine nel parcheggio. Quelle facce sono vere perché il regista volle solo attori della stessa età dei personaggi, trovati nelle scuole medie; tra loro c'era un quattordicenne di nome Matt Dillon, al suo primo film. Che dire, anche l'amore ovviamente ha la sua parte, ma ci si ricorda solo di quello tra Carl e Cory. Non vengono seguite storie d'amore vere e proprie nel loro sviluppo, almeno non con l'intensità di altri coming of age più incentrati sul rapporto di coppia che verranno negli anni successivi, pensiamo a Say Anything e a Pretty in Pink. Purtroppo non riesco a dare 4 stelle perchè non mi sono sentito coinvolto e intrattenuto con picchi di entusiasmo, però è un film per tutti, poetico e romantico, che ben rappresenta sia un'epoca che uno spaccato di America suburbana progettata a tavolino, e che aiuta a comprendere come vi possa essere una certa povertà in una mediocrità fatta comunque di agi e abitudini moderne nell'ordine delle cose.