Religione

le forme organizzate di conoscenza emotiva sono la religione e l’arte

Letteratura Ispirata sull'Amore

  • Dante Alighieri. Commedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472
  • Rainer Maria Rilke. Duineser Elegien, Insel-Verlag, Lipsia 1923
  • William Shakespeare. Shake-speares Sonnets, Londra 1609
  • William Blake. The Angel, tavola di Blake per Songs of Experience, 1794
  • John Donne. Poems, Londra 1633
  • Charles Baudelaire. Fotografia di Étienne Carjat, 1862 circa
  • Emily Dickinson. Poems, Roberts Brothers, Boston 1890
  • John Milton. Paradise Lost, Londra 1667
  • Percy Bysshe Shelley. Adonais, Pisa 1821, copertina nel facsimile del 1886
  • Francesco Maria Molza. La nimpha tiberina, stampa del Cinquecento
  • Francesco Petrarca. Il Petrarcha commentato da Vellutello, legatura di Claude de Picques, Cinquecento
  • Christina Rossetti. Con la madre e i fratelli, fotografia di Lewis Carroll, 1863
  • Torquato Tasso. Aminta, Ferrara, Vittorio Baldini, 1581
  • Giambattista Marino. La Sampogna, Parigi, Abraham Pacard, 1620
  • Federico Frezzi. Il Quadriregio, Foligno 1725
  • Aurelio Bertola de’ Giorgi. Poemetti italiani, volume XII, Torino, Michel Angelo Morano, 1797
  • Pierre de Ronsard. Ritratto dell’autore in Les Amours, Parigi 1552
  • Émile Van Arenbergh. Parnasse de la Jeune Belgique, Parigi, Léon Vanier, 1887
  • Elizabeth Barrett Browning. Ritratto dalla raccolta Bain, Library of Congress
  • Pierre Le Loyer. La Néphélococugie, Torino, J. Gay et fils, 1869
  • John Lee Lewes. Antiporta di Poems, Liverpool, James Smith, 1811
  • Platone. Inizio del Simposio nel Codex Clarkianus, 895
  • Libro di Enoch. Libro di Enoch in greco, papiro Chester Beatty XII, IV secolo
  • Vangelo secondo Matteo. Incipit del Vangelo di Matteo, Evangeliario di Lindisfarne, VIII secolo
  • Herman Melville. Fotografia, 1860 circa
  • Paolo di Tarso. Prima lettera ai Corinzi nel Codex Amiatinus, VIII secolo
  • Giacomo da Lentini. The Poetry of Giacomo da Lentino, Harvard University Press, Cambridge 1915
  • Guido Guinizzelli. Al cor gentil rempaira sempre amore nel canzoniere Palatino, Firenze, Banco Rari 217, XIII secolo
  • Tommaso d’Aquino. Summa theologiae, prima pars, manoscritto del XV secolo, Universitätsbibliothek di Basilea
  • Guido Cavalcanti. Ritratto dell’autore nelle Rime, Firenze 1813
  • Giovanni Pascoli. Ritratto fotografico
  • Lapo Gianni. Rime di Lapo Gianni, a cura di Ernesto Lamma, Imola 1895
  • Cino da Pistoia. Rime di M. Cino da Pistoia, Roma 1559
  • Marsilio Ficino. Sopra lo amore o ver’ Convito di Platone, Firenze, Neri Dortelata, 1544
  • Teresa d’Avila. Libro de la vida, manoscritto autografo, Real Biblioteca del Escorial
  • Jakob Böhme. Der Weg zu Christo, edizione in nove libretti, 1732
  • Emanuel Swedenborg. De Coelo et ejus mirabilibus, et de Inferno, Londra 1758
  • Gabriele D’Annunzio. Con Clemente Origo e Cesare Pascarella, fotografia di Mario Nunes Vais
  • Johann Wolfgang von Goethe. Die Leiden des jungen Werthers, Lipsia, Weygand, 1774
  • Novalis. Hymnen an die Nacht nella rivista Athenaeum, Berlino, Heinrich Frölich, 1800
  • Honoré de Balzac. Le Livre mystique, secondo volume con Séraphîta, Parigi, Werdet, 1835
  • Lucrezio. Antiporta di Of the Nature of Things, traduzione di Thomas Creech, Londra 1714
  • Catullo. The Carmina of Caius Valerius Catullus, traduzione di Burton e Smithers, Londra 1894
  • Pierre Louÿs. Ritratto fotografico
  • Orazio. Quintus Horatius Flaccus, Birmingham, Sarah Baskerville, 1777
  • Ovidio. Metamorphosis, traduzione di Arthur Golding, Londra, William Seres, 1567
  • Clemente Alessandrino. Clementis Alexandrini Opera, edizione di John Potter, Oxford 1715
  • Tertulliano. Opera, Parigi, Laurent Sonnius, 1598
  • Lattanzio. Divinae institutiones, Subiaco, Sweynheym e Pannartz, 1465
  • José-Maria de Heredia. Fotografia di Paul Nadar, 1896
  • Girolamo. Epistolae, Strasburgo, Johann Mentelin, 1469 circa
  • Agostino d’Ippona. De civitate Dei, manoscritto del 1470, New York Public Library
  • Martino di Braga. Formula vitae honestae in volgare tedesco, manoscritto del 1480 circa, Germanisches Nationalmuseum di Norimberga
  • Venanzio Fortunato. Carminum libri octo, prima edizione a stampa, Cagliari, Vincenzo Sembenino, 1574
  • Isidoro di Siviglia. Etymologiae, manoscritto della fine dell’VIII secolo, Bibliothèque royale de Belgique
  • Aldelmo di Malmesbury. Inizio degli Aenigmata, British Library, Royal MS 12 C XXIII
  • Leconte de Lisle. Fotografia dell’Atelier Nadar, Bibliothèque nationale de France
  • Beda il Venerabile. De natura rerum et temporum ratione, Basilea, Heinrich Petri, 1529
  • Pascasio Radberto. De corpore et sanguine Domini, manoscritto di Echternach tra IX e X secolo, Bibliothèque nationale de France
  • Bruno di Segni. Opera, secondo tomo, Venezia, Bertani, 1651
  • Bernardo di Chiaravalle. De consideratione, codice della Biblioteca Corviniana, Buda, 1470-1480
  • Giovanni di Salisbury. Prima carta del Policraticus, Cambridge, Corpus Christi College, MS 46
  • Charles-Augustin Sainte-Beuve. Fotografia di Pierre-Louis Pierson, Musée Carnavalet
  • Alano di Lilla. Inizio del De planctu Naturae, manoscritto tra Trecento e Quattrocento, Bibliothèque nationale de France
  • Innocenzo III. De miseria humanae conditionis nella versione francese di Eustache Deschamps, manoscritto del 1380-1390, Bibliothèque nationale de France
  • Jacopo da Varazze. Legenda aurea, manoscritto miniato di area padovana, 1485-1490 circa, Biblioteca Nazionale di Varsavia
  • Angelo Poliziano. La Giostra di Giuliano de Medici, edizione del 1495-1500 circa, Metropolitan Museum of Art
  • Ugo Foscolo. Poesie, Firenze, Felice Le Monnier, 1856
  • Søren Kierkegaard. Enten-Eller, prima parte, quarta edizione, Copenaghen, C. A. Reitzel, 1878
  • Nora May French. Fotografia di Arnold Genthe, prima del 1907
Dante Alighieri. Commedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472
Dante AlighieriCommedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472
Commedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472

Dante Alighieri

Purgatorio, X

L’angel che venne in terra col decretode la molt’anni lagrimata pace

Paradiso, XXXII

Qual è quell’angel che con tanto giocoguarda ne li occhi la nostra regina,innamorato sì che par di foco?

Rime, XCIII

Ch’ella è sì d’ogni peccato nettacome angelo che stia in paradiso.

Rainer Maria Rilke. Duineser Elegien, Insel-Verlag, Lipsia 1923
Rainer Maria RilkeDuineser Elegien, Insel-Verlag, Lipsia 1923
Duineser Elegien, Insel-Verlag, Lipsia 1923

Rainer Maria Rilke

Elegie duinesi, Prima elegia

Ein jeder Engel ist schrecklich.

Ogni angelo è terribile.

Wer, wenn ich schriee, hörte mich denn aus der Engel Ordnungen?

Chi, se io gridassi, mi udirebbe mai dalle schiere degli angeli?

Charles Baudelaire. Fotografia di Étienne Carjat, 1862 circa
Charles BaudelaireFotografia di Étienne Carjat, 1862 circa
Fotografia di Étienne Carjat, 1862 circa

Charles Baudelaire

Réversibilité

Ange plein de gaieté, connaissez-vous l’angoisse?

Angelo pieno di gioia, conoscete l’angoscia?

Ange plein de bonté, connaissez-vous la haine?

Angelo pieno di bontà, conoscete l’odio?

Ange plein de beauté, connaissez-vous les rides?

Angelo pieno di bellezza, conoscete le rughe?

Mais de toi je n’implore, ange, que tes prières.

Ma da te, angelo, imploro soltanto le tue preghiere.

William Shakespeare. Shake-speares Sonnets, Londra 1609
William ShakespeareShake-speares Sonnets, Londra 1609
Shake-speares Sonnets, Londra 1609

William Shakespeare

Sonetto 144

The better angel is a man right fair.

L’angelo buono è un uomo di grande bellezza.

Tempteth my better angel from my side.

Tenta di sottrarmi dal fianco il mio angelo buono.

I guess one angel in another’s hell.

Immagino un angelo nell’inferno dell’altro.

Till my bad angel fire my good one out.

Finché il mio angelo malvagio non scacci quello buono con il fuoco.

William Blake. The Angel, tavola di Blake per Songs of Experience, 1794
William BlakeThe Angel, tavola di Blake per Songs of Experience, 1794
The Angel, tavola di Blake per Songs of Experience, 1794

William Blake

The Angel

Guarded by an Angel mild.

Custodito da un angelo gentile.

Soon my Angel came again.

Presto il mio angelo tornò.

I was armed, he came in vain.

Ero armato, ed egli venne invano.

John Donne. Poems, Londra 1633
John DonnePoems, Londra 1633
Poems, Londra 1633

John Donne

Air and Angels

Angels affect us oft, and worshipp’d be.

Gli angeli spesso ci toccano l’anima e sono venerati.

Then, as an angel, face, and wingsOf air, not pure as it, yet pure, doth wear.

Così un angelo assume volto e ali d’aria, non pura quanto lui, eppure pura.

As is ’twixt air and angels’ purity.

Come quella che separa la purezza dell’aria da quella degli angeli.

Emily Dickinson. Poems, Roberts Brothers, Boston 1890
Emily DickinsonPoems, Roberts Brothers, Boston 1890
Poems, Roberts Brothers, Boston 1890

Emily Dickinson

Angels, in the early morning

Angels, in the early morningMay be seen the Dews among.

Gli angeli, di primo mattino, si possono vedere tra le rugiade.

Angels, when the sun is hottestMay be seen the sands among.

Gli angeli, quando il sole è più ardente, si possono vedere tra le sabbie.

I hide myself within my flower

And angels know the rest!

E gli angeli conoscono il resto!

She died, this was the way she died

The Angels must have spied.

Gli angeli devono averla spiata.

To fight aloud is very brave

For such, the Angels goRank after Rank, with even feet.

Per costoro avanzano gli angeli, schiera dopo schiera, con passo regolare.

John Milton. Paradise Lost, Londra 1667
John MiltonParadise Lost, Londra 1667
Paradise Lost, Londra 1667

John Milton

Paradise Lost, libro VI

All night the dreadless Angel unpursu’dThrough Heav’ns wide Champain held his way.

Per tutta la notte l’angelo impavido, senza essere inseguito, proseguì il suo cammino attraverso le vaste pianure del cielo.

Paradise Lost, libro VIII

The Angel ended, and in Adams EareSo Charming left his voice.

L’angelo tacque, lasciando nell’orecchio di Adamo una voce tanto incantevole.

Paradise Lost, libro IX

No more of talk where God or Angel GuestWith Man, as with his Friend, familiar us’dTo sit indulgent.

Non più colloqui in cui Dio o un angelo ospite sedevano benevolmente con l’uomo, come con un amico.

Christina Rossetti. Con la madre e i fratelli, fotografia di Lewis Carroll, 1863
Christina RossettiCon la madre e i fratelli, fotografia di Lewis Carroll, 1863
Con la madre e i fratelli, fotografia di Lewis Carroll, 1863

Christina Rossetti

In an Artist’s Studio

A saint, an angel, every canvas meansThe same one meaning, neither more nor less.

Una santa, un angelo: ogni tela esprime sempre lo stesso significato, né più né meno.

Percy Bysshe Shelley. Adonais, Pisa 1821, copertina nel facsimile del 1886
Percy Bysshe ShelleyAdonais, Pisa 1821, copertina nel facsimile del 1886
Adonais, Pisa 1821, copertina nel facsimile del 1886

Percy Bysshe Shelley

Adonais

Lost Angel of a ruin’d Paradise!

Angelo perduto di un paradiso in rovina!

Elizabeth Barrett Browning. Ritratto dalla raccolta Bain, Library of Congress
Elizabeth Barrett BrowningRitratto dalla raccolta Bain, Library of Congress
Ritratto dalla raccolta Bain, Library of Congress

Elizabeth Barrett Browning

Only a Curl

When God draws a new angel soThrough the house of a man up to His.

Quando Dio conduce un nuovo angelo dalla casa di un uomo fino alla propria.

Herman Melville. Fotografia, 1860 circa
Herman MelvilleFotografia, 1860 circa
Fotografia, 1860 circa

Herman Melville

The Swamp Angel

The Swamp Angel broods in his gloom.

L’angelo della palude medita nella sua oscurità.

Giovanni Pascoli. Ritratto fotografico
Giovanni PascoliRitratto fotografico
Ritratto fotografico

Giovanni Pascoli

La santa famiglia, dal latino di Leone XIII

Da l’estreme piagge del Nilo, comeli conduce un angelo, il Dio fanciullo.

Francesco Maria Molza. La nimpha tiberina, stampa del Cinquecento
Francesco Maria MolzaLa nimpha tiberina, stampa del Cinquecento
La nimpha tiberina, stampa del Cinquecento

Francesco Maria Molza

La Ninfa Tiberina

La bella Ninfa mia, che al Tebro infiora

Francesco Petrarca. Il Petrarcha commentato da Vellutello, legatura di Claude de Picques, Cinquecento
Francesco PetrarcaIl Petrarcha commentato da Vellutello, legatura di Claude de Picques, Cinquecento
Il Petrarcha commentato da Vellutello, legatura di Claude de Picques, Cinquecento

Francesco Petrarca

Canzoniere, 323

Ma Ninfe, e Muse a quel tenor cantando.

Canzoniere, 303

O Ninfe; e voi che ’l fresco erboso fondo

Torquato Tasso. Aminta, Ferrara, Vittorio Baldini, 1581
Torquato TassoAminta, Ferrara, Vittorio Baldini, 1581
Aminta, Ferrara, Vittorio Baldini, 1581

Torquato Tasso

Aminta

Ninfa gentil, che tanto a Cinthia è cara

Giambattista Marino. La Sampogna, Parigi, Abraham Pacard, 1620
Giambattista MarinoLa Sampogna, Parigi, Abraham Pacard, 1620
La Sampogna, Parigi, Abraham Pacard, 1620

Giambattista Marino

Idilli mitologici

Ove ten fuggi e m’abbandoni, o ninfa?

O ninfa troppo bella e troppo alpestra

Federico Frezzi. Il Quadriregio, Foligno 1725
Federico FrezziIl Quadriregio, Foligno 1725
Il Quadriregio, Foligno 1725

Federico Frezzi

Il Quadriregio

Quando vidi una ninfa in una valle

O ninfa bella, mentre a me è concesso

O ninfa bella,di qual reame se’? O dolce dama

Gabriele D’Annunzio. Con Clemente Origo e Cesare Pascarella, fotografia di Mario Nunes Vais
Gabriele D’AnnunzioCon Clemente Origo e Cesare Pascarella, fotografia di Mario Nunes Vais
Con Clemente Origo e Cesare Pascarella, fotografia di Mario Nunes Vais

Gabriele D’Annunzio

Due Beatrici

O ninfa, un fiume sono ed ardo.

Verso dell’Ambra di Lorenzo de’ Medici

Poichè la bella ninfa udir non vôle.

Ripreso dalla Fabula di Orfeo di Poliziano

Aurelio Bertola de’ Giorgi. Poemetti italiani, volume XII, Torino, Michel Angelo Morano, 1797
Aurelio Bertola de’ GiorgiPoemetti italiani, volume XII, Torino, Michel Angelo Morano, 1797
Poemetti italiani, volume XII, Torino, Michel Angelo Morano, 1797

Aurelio Bertola de’ Giorgi

Il Canto della sera

Ninfa tutta vezzosaTanto a Febo diletta

Pierre de Ronsard. Ritratto dell’autore in Les Amours, Parigi 1552
Pierre de RonsardRitratto dell’autore in Les Amours, Parigi 1552
Ritratto dell’autore in Les Amours, Parigi 1552

Pierre de Ronsard

Petite Nymphe folâtre

Petite Nymphe folâtre,Nymphette que j’idolatre

Piccola ninfa capricciosa, ninfuccia che adoro.

Ma petite Nymphe

Ma petite Nymphe Macée,Plus blanche qu’yvoire taillé

La mia piccola ninfa Macée, più bianca dell’avorio scolpito.

Les Amours

Je vis ma nymphe entre cent damoiselles

Vidi la mia ninfa fra cento fanciulle.

Ni les dedains d’une Nymfe si belle

Nemmeno i disdegni di una ninfa tanto bella.

Ainsi disait la nymphe qui m’affole

Così parlava la ninfa che mi fa impazzire.

Nymphe qui ait si folâtres cheveux

Una ninfa che abbia capelli così capricciosi.

Pour Hélène

Si vous voyez aller ma Nymphe en ce printemps

Se vedete passare la mia ninfa in questa primavera.

À la Fontaine Bellerie

Tu es la Nymphe eternelleDe ma terre paternelle

Tu sei la ninfa eterna della mia terra paterna.

Pierre Louÿs. Ritratto fotografico
Pierre LouÿsRitratto fotografico
Ritratto fotografico

Pierre Louÿs

À la Nymphe de Sumène

Nymphe antique de Sumène,Âme du noir Vivarais.

Ninfa antica di Sumène, anima dell’oscuro Vivarais.

Ô Nymphe aux yeux de myrtille

O ninfa dagli occhi color mirtillo.

Émile Van Arenbergh. Parnasse de la Jeune Belgique, Parigi, Léon Vanier, 1887
Émile Van ArenberghParnasse de la Jeune Belgique, Parigi, Léon Vanier, 1887
Parnasse de la Jeune Belgique, Parigi, Léon Vanier, 1887

Émile Van Arenbergh

La Nymphe, in Parnasse de la Jeune Belgique (1887), p. 13

Dans la source, à midi, la Nymphe se dévoile

Nella sorgente, a mezzogiorno, la ninfa si svela.

Des regards du Satyre, ô Nymphe, te protège

Ti protegge, o ninfa, dagli sguardi del satiro.

José-Maria de Heredia. Fotografia di Paul Nadar, 1896
José-Maria de HerediaFotografia di Paul Nadar, 1896
Fotografia di Paul Nadar, 1896

José-Maria de Heredia

Nymphée

Voici l’heure où la Nymphe, au bord des sources fraîches

Ecco l’ora in cui la ninfa, presso le fresche sorgenti.

Leconte de Lisle. Fotografia dell’Atelier Nadar, Bibliothèque nationale de France
Leconte de LisleFotografia dell’Atelier Nadar, Bibliothèque nationale de France
Fotografia dell’Atelier Nadar, Bibliothèque nationale de France

Leconte de Lisle

Glaucé

Ô Nymphe ! s’il est vrai qu’Éros, le jeune Archer

O ninfa! Se è vero che Eros, il giovane arciere.

Charles-Augustin Sainte-Beuve. Fotografia di Pierre-Louis Pierson, Musée Carnavalet
Charles-Augustin Sainte-BeuveFotografia di Pierre-Louis Pierson, Musée Carnavalet
Fotografia di Pierre-Louis Pierson, Musée Carnavalet

Charles-Augustin Sainte-Beuve

Poésies

La fontaine en courant, la Nymphe qui s’amuse

La fontana che scorre, la ninfa che si diverte.

Pierre Le Loyer. La Néphélococugie, Torino, J. Gay et fils, 1869
Pierre Le LoyerLa Néphélococugie, Torino, J. Gay et fils, 1869
La Néphélococugie, Torino, J. Gay et fils, 1869

Pierre Le Loyer

Œuvres et Meslanges poétiques

Combien souvent t’ay-je, Nymphe, contéLe fier desdain, l’orgueil, la cruauté

Quante volte, ninfa, ti ho raccontato il fiero disdegno, l’orgoglio, la crudeltà.

Nora May French. Fotografia di Arnold Genthe, prima del 1907
Nora May FrenchFotografia di Arnold Genthe, prima del 1907
Fotografia di Arnold Genthe, prima del 1907

Nora May French

The Nymph

From forest paths we turned us, nymphs, new-made

Dai sentieri del bosco ci volgemmo, ninfe appena create.

John Lee Lewes. Antiporta di Poems, Liverpool, James Smith, 1811
John Lee LewesAntiporta di Poems, Liverpool, James Smith, 1811
Antiporta di Poems, Liverpool, James Smith, 1811

John Lee Lewes

Dear maid, I love thee

Oh, peerless Nymph, believe me true

Oh, ninfa senza pari, credimi sincero.

Platone. Inizio del Simposio nel Codex Clarkianus, 895
PlatoneInizio del Simposio nel Codex Clarkianus, 895
Inizio del Simposio nel Codex Clarkianus, 895

Platone

Simposio, discorso di Diotima

Δαίμων μέγας, ὦ Σώκρατες· καὶ γὰρ πᾶν τὸ δαιμόνιον μεταξύ ἐστι θεοῦ τε καὶ θνητοῦ.

Un grande demone, Socrate. Tutto ciò che è demonico sta infatti fra il dio e il mortale.

Libro di Enoch. Libro di Enoch in greco, papiro Chester Beatty XII, IV secolo
Libro di EnochLibro di Enoch in greco, papiro Chester Beatty XII, IV secolo
Libro di Enoch in greco, papiro Chester Beatty XII, IV secolo

Libro di Enoch

Capitolo VI

And the angels, the children of the heaven, saw and lusted after them, and said to one another: ‘Come, let us choose us wives from among the children of men and beget us children.’

E gli angeli, figli del cielo, le videro e le desiderarono, e si dissero l’un l’altro «Venite, scegliamoci delle mogli tra i figli degli uomini e generiamo dei figli».

Dalla traduzione inglese di R. H. Charles

Vangelo secondo Matteo. Incipit del Vangelo di Matteo, Evangeliario di Lindisfarne, VIII secolo
Vangelo secondo MatteoIncipit del Vangelo di Matteo, Evangeliario di Lindisfarne, VIII secolo
Incipit del Vangelo di Matteo, Evangeliario di Lindisfarne, VIII secolo

Vangelo secondo Matteo

Vulgata, 22, 30

In resurrectione enim neque nubent neque nubentur, sed sunt sicut angeli Dei in caelo.

Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito e si è come angeli di Dio in cielo.

Paolo di Tarso. Prima lettera ai Corinzi nel Codex Amiatinus, VIII secolo
Paolo di TarsoPrima lettera ai Corinzi nel Codex Amiatinus, VIII secolo
Prima lettera ai Corinzi nel Codex Amiatinus, VIII secolo

Paolo di Tarso

Prima lettera ai Corinzi, 13, 1

Si linguis hominum loquar et angelorum, caritatem autem non habeam, factus sum velut aes sonans aut cymbalum tinniens.

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli e non avessi la carità, sarei un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

Giacomo da Lentini. The Poetry of Giacomo da Lentino, Harvard University Press, Cambridge 1915
Giacomo da LentiniThe Poetry of Giacomo da Lentino, Harvard University Press, Cambridge 1915
The Poetry of Giacomo da Lentino, Harvard University Press, Cambridge 1915

Giacomo da Lentini

Angelica figura e comprobata

Angelica figura e comprobata

Non mi parete femina incarnata

Guido Guinizzelli. Al cor gentil rempaira sempre amore nel canzoniere Palatino, Firenze, Banco Rari 217, XIII secolo
Guido GuinizzelliAl cor gentil rempaira sempre amore nel canzoniere Palatino, Firenze, Banco Rari 217, XIII secolo
Al cor gentil rempaira sempre amore nel canzoniere Palatino, Firenze, Banco Rari 217, XIII secolo

Guido Guinizzelli

Al cor gentil rempaira sempre amore

Tenne d’angel sembianzache fosse del Tuo regno;non me fu fallo, s’in lei posi amanza.

Tommaso d’Aquino. Summa theologiae, prima pars, manoscritto del XV secolo, Universitätsbibliothek di Basilea
Tommaso d’AquinoSumma theologiae, prima pars, manoscritto del XV secolo, Universitätsbibliothek di Basilea
Summa theologiae, prima pars, manoscritto del XV secolo, Universitätsbibliothek di Basilea

Tommaso d’Aquino

Summa Theologiae, I, questione 60, articolo 1

Respondeo dicendum quod necesse est in Angelis ponere dilectionem naturalem.

Rispondo che negli angeli si deve ammettere un amore naturale.

Unde cum Angelus sit natura intellectualis, oportet quod in voluntate eius sit naturalis dilectio.

Poiché l’angelo è una natura intellettuale, nella sua volontà deve esserci un amore naturale.

Guido Cavalcanti. Ritratto dell’autore nelle Rime, Firenze 1813
Guido CavalcantiRitratto dell’autore nelle Rime, Firenze 1813
Ritratto dell’autore nelle Rime, Firenze 1813

Guido Cavalcanti

Fresca rosa novella

vostr’altezza pregiata;chè siete angelicata criatura.

Angelica sembianzain voi, donna, riposa.Dio! quanto aventurosafue la mia disianza!

Lapo Gianni. Rime di Lapo Gianni, a cura di Ernesto Lamma, Imola 1895
Lapo GianniRime di Lapo Gianni, a cura di Ernesto Lamma, Imola 1895
Rime di Lapo Gianni, a cura di Ernesto Lamma, Imola 1895

Lapo Gianni

Angelica figura novamente

Angelica figura novamentedi ciel venuta a spander tua salutetutta la sua virtuteha in te locata l’alto dio d’amore.

Cino da Pistoia. Rime di M. Cino da Pistoia, Roma 1559
Cino da PistoiaRime di M. Cino da Pistoia, Roma 1559
Rime di M. Cino da Pistoia, Roma 1559

Cino da Pistoia

Angel di Dio simiglia in ciascun atto

Angel di Dio simiglia in ciascun attoQuesta giovine bella,Che m’ha con gli occhi suoi il cor disfatto.

Dante Alighieri. Commedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472
Dante AlighieriCommedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472
Commedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472

Dante Alighieri

Vita Nuova, XIX

Angelo clama in divino intellettoe dice: «Sire, nel mondo si vedemaraviglia ne l’atto che proceded’un’anima che ’nfin qua su risplende».

Convivio, II

È adunque da sapere primamente che li movitori di quelli sono sustanze separate da materia, cioè intelligenze, le quali la volgare gente chiamano Angeli.

Paradiso, XXIII

Io sono amore angelico, che girol’alta letizia che spira del ventreche fu albergo del nostro disiro

Francesco Petrarca. Il Petrarcha commentato da Vellutello, legatura di Claude de Picques, Cinquecento
Francesco PetrarcaIl Petrarcha commentato da Vellutello, legatura di Claude de Picques, Cinquecento
Il Petrarcha commentato da Vellutello, legatura di Claude de Picques, Cinquecento

Francesco Petrarca

Canzoniere, 90

Non era l’andar suo cosa mortale,ma d’angelica forma; e le parolesonavan altro che, pur voce umana

Canzoniere, 106

Nova angeletta sovra l’ale accortascese dal cielo in su la fresca riva,là ’nd’io passava sol per mio destino.

Marsilio Ficino. Sopra lo amore o ver’ Convito di Platone, Firenze, Neri Dortelata, 1544
Marsilio FicinoSopra lo amore o ver’ Convito di Platone, Firenze, Neri Dortelata, 1544
Sopra lo amore o ver’ Convito di Platone, Firenze, Neri Dortelata, 1544

Marsilio Ficino

El libro dell’amore, II, 7

La prima Venere che abbiamo nominata, che è nella mente angelica, si dice esser nata di Celio sanza madre

Teresa d’Avila. Libro de la vida, manoscritto autografo, Real Biblioteca del Escorial
Teresa d’AvilaLibro de la vida, manoscritto autografo, Real Biblioteca del Escorial
Libro de la vida, manoscritto autografo, Real Biblioteca del Escorial

Teresa d’Avila

Libro de la vida, XXIX

via un ángel cabe mí hácia el lado izquierdo en forma corporal

Vedevo un angelo accanto a me, dal lato sinistro, in forma corporea.

Veíale en las manos un dardo de oro largo, y al fin del hierro me parecia tener un poco de fuego.

Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d’oro e sulla punta di ferro mi pareva ci fosse un po’ di fuoco.

Jakob Böhme. Der Weg zu Christo, edizione in nove libretti, 1732
Jakob BöhmeDer Weg zu Christo, edizione in nove libretti, 1732
Der Weg zu Christo, edizione in nove libretti, 1732

Jakob Böhme

Vom übersinnlichen Leben, primo dialogo

For shouldest thou ascend in spirit through all the orders of Angels and heavenly Powers, yet the Power of Love still is undeniably superior to them all.

Se anche tu salissi in spirito attraverso tutti gli ordini degli angeli e delle potenze celesti, la potenza dell’amore sarebbe comunque superiore a tutti.

Dalla traduzione inglese, Of the Supersensual Life

John Milton. Paradise Lost, Londra 1667
John MiltonParadise Lost, Londra 1667
Paradise Lost, Londra 1667

John Milton

Paradise Lost, libro VIII

Let it suffice thee that thou know’stUs happie, and without Love no happiness.

Ti basti sapere che siamo felici e che senza amore non c’è felicità.

Easier than Air with Air, if Spirits embrace,Total they mix, Union of Pure with PureDesiring

Più facilmente dell’aria con l’aria, gli spiriti che si abbracciano si mescolano per intero, desiderando l’unione del puro con il puro.

Emanuel Swedenborg. De Coelo et ejus mirabilibus, et de Inferno, Londra 1758
Emanuel SwedenborgDe Coelo et ejus mirabilibus, et de Inferno, Londra 1758
De Coelo et ejus mirabilibus, et de Inferno, Londra 1758

Emanuel Swedenborg

Cielo e inferno, 367

So in heaven a married pair is spoken of, not as two, but as one angel.

Così in cielo una coppia di sposi è detta un solo angelo e non due.

Dalla traduzione inglese di John C. Ager

Johann Wolfgang von Goethe. Die Leiden des jungen Werthers, Lipsia, Weygand, 1774
Johann Wolfgang von GoetheDie Leiden des jungen Werthers, Lipsia, Weygand, 1774
Die Leiden des jungen Werthers, Lipsia, Weygand, 1774

Johann Wolfgang von Goethe

I dolori del giovane Werther, 16 giugno

Einen Engel! – Pfui! Das sagt jeder von der Seinigen, nicht wahr? Und doch bin ich nicht imstande, dir zu sagen, wie sie vollkommen ist, warum sie vollkommen ist

Un angelo! Puah, lo dice ognuno della propria, non è vero? Eppure non sono in grado di dirti quanto è perfetta, perché è perfetta.

Novalis. Hymnen an die Nacht nella rivista Athenaeum, Berlino, Heinrich Frölich, 1800
NovalisHymnen an die Nacht nella rivista Athenaeum, Berlino, Heinrich Frölich, 1800
Hymnen an die Nacht nella rivista Athenaeum, Berlino, Heinrich Frölich, 1800

Novalis

Inni alla notte, III

Zur Staubwolke wurde der Hügel – durch die Wolke sah ich die verklärten Züge der Geliebten.

Il tumulo divenne una nube di polvere e attraverso la nube vidi i tratti trasfigurati dell’amata.

Es war der erste, einzige Traum – und erst seitdem fühl’ ich ewigen, unwandelbaren Glauben an den Himmel der Nacht und sein Licht, die Geliebte.

Fu il primo, l’unico sogno. Solo da allora sento una fede eterna e immutabile nel cielo della notte e nella sua luce, l’amata.

Honoré de Balzac. Le Livre mystique, secondo volume con Séraphîta, Parigi, Werdet, 1835
Honoré de BalzacLe Livre mystique, secondo volume con Séraphîta, Parigi, Werdet, 1835
Le Livre mystique, secondo volume con Séraphîta, Parigi, Werdet, 1835

Honoré de Balzac

Séraphîta

Les Esprits Angéliques passent par trois natures d’amour, car l’homme ne peut être régénéré que successivement

Gli Spiriti Angelici passano per tre nature d’amore, perché l’uomo può essere rigenerato solo per gradi.

Lucrezio. Antiporta di Of the Nature of Things, traduzione di Thomas Creech, Londra 1714
LucrezioAntiporta di Of the Nature of Things, traduzione di Thomas Creech, Londra 1714
Antiporta di Of the Nature of Things, traduzione di Thomas Creech, Londra 1714

Lucrezio

De rerum natura, I, 1-2 (estratto)

Aeneadum genetrix, hominum divomque voluptas,alma Venus […]

Madre degli Eneadi, piacere degli uomini e degli dèi, Venere nutrice […]

De rerum natura, I, 19-20

omnibus incutiens blandum per pectora amoremefficis ut cupide generatim saecla propagent.

Infondendo in ogni petto un dolce amore, fai sì che con desiderio si propaghino le generazioni, specie per specie.

Catullo. The Carmina of Caius Valerius Catullus, traduzione di Burton e Smithers, Londra 1894
CatulloThe Carmina of Caius Valerius Catullus, traduzione di Burton e Smithers, Londra 1894
The Carmina of Caius Valerius Catullus, traduzione di Burton e Smithers, Londra 1894

Catullo

Carmina, LV, 20

verbosa gaudet Venus loquella.

Venere si compiace di un parlare ricco di parole.

Orazio. Quintus Horatius Flaccus, Birmingham, Sarah Baskerville, 1777
OrazioQuintus Horatius Flaccus, Birmingham, Sarah Baskerville, 1777
Quintus Horatius Flaccus, Birmingham, Sarah Baskerville, 1777

Orazio

Odi, I, 30, 1-4

O Venus regina Cnidi Paphique,sperne dilectam Cypron et vocantisture te multo Glycerae decoramtransfer in aedem.

O Venere, regina di Cnido e di Pafo, lascia l’amata Cipro e vieni nella bella dimora di Glicera, che ti invoca con molto incenso.

Odi, IV, 1, 1-2

Intermissa, Venus, diurursus bella moves? Parce precor, precor.

Dopo una lunga tregua, Venere, muovi di nuovo guerra? Risparmiami, ti prego, ti prego.

Ovidio. Metamorphosis, traduzione di Arthur Golding, Londra, William Seres, 1567
OvidioMetamorphosis, traduzione di Arthur Golding, Londra, William Seres, 1567
Metamorphosis, traduzione di Arthur Golding, Londra, William Seres, 1567

Ovidio

Metamorfosi, X, 532

abstinet et caelo: caelo praefertur Adonis.

Si tiene lontana anche dal cielo. Al cielo è preferito Adone.

Il soggetto è Venere, innamorata di Adone.

Clemente Alessandrino. Clementis Alexandrini Opera, edizione di John Potter, Oxford 1715
Clemente AlessandrinoClementis Alexandrini Opera, edizione di John Potter, Oxford 1715
Clementis Alexandrini Opera, edizione di John Potter, Oxford 1715

Clemente Alessandrino

Protrettico, II

Ἀφροδίτη δὲ ἐπ’ Ἄρει κατῃσχυμμένη μετῆλθεν ἐπὶ Κινύραν καὶ Ἀγχίσην ἔγημεν καὶ Φαέθοντα ἐλόχα καὶ ἤρα Ἀδώνιδος

Afrodite, svergognata per Ares, passò a Cinira, sposò Anchise, tese un agguato a Fetonte e amò Adone.

Tertulliano. Opera, Parigi, Laurent Sonnius, 1598
TertullianoOpera, Parigi, Laurent Sonnius, 1598
Opera, Parigi, Laurent Sonnius, 1598

Tertulliano

De spectaculis, X, 3

theatrum proprie sacrarium Veneris est.

Il teatro è propriamente il santuario di Venere.

De spectaculis, X, 6

duo ista daemonia conspirata et coniurata inter se sunt ebrietatis et libidinis.

Questi due demoni, dell’ebbrezza e della libidine, sono alleati e congiurati fra loro.

I due demoni sono Libero, cioè Bacco, e Venere.

Lattanzio. Divinae institutiones, Subiaco, Sweynheym e Pannartz, 1465
LattanzioDivinae institutiones, Subiaco, Sweynheym e Pannartz, 1465
Divinae institutiones, Subiaco, Sweynheym e Pannartz, 1465

Lattanzio

Divinae institutiones, I, 17

Quid loquar obscoenitatem Veneris omnium libidinibus prostitutae, non deorum tantum, sed et hominum?

Che dire dell’oscenità di Venere, prostituita alle voglie di tutti, degli dèi e anche degli uomini?

Etiamne habet haec aliquid numinis? cuius plura numerantur adulteria, quam partus.

E costei avrebbe qualcosa di divino? Di lei si contano più adulteri che parti.

Girolamo. Epistolae, Strasburgo, Johann Mentelin, 1469 circa
GirolamoEpistolae, Strasburgo, Johann Mentelin, 1469 circa
Epistolae, Strasburgo, Johann Mentelin, 1469 circa

Girolamo

Epistola LIV, a Furia, 9

Sine Cerere et Libero friget Venus.

Senza Cerere e Libero Venere ha freddo.

Girolamo cita un verso dell’Eunuchus di Terenzio. Cerere e Libero stanno per il pane e il vino.

Epistola LVIII, a Paolino, 3

in Crucis rupe, statua ex marmore Veneris a gentibus posita colebatur

Sulla roccia della Croce si venerava una statua di Venere in marmo, collocata dai pagani.

A Gerusalemme, dai tempi di Adriano fino all’impero di Costantino.

et in specu, ubi quondam Christus parvulus vagiit, Veneris amasius plangebatur.

E nella grotta dove un tempo vagì Cristo bambino si piangeva l’amante di Venere.

La grotta è quella di Betlemme, l’amante è Adone.

Agostino d’Ippona. De civitate Dei, manoscritto del 1470, New York Public Library
Agostino d’IpponaDe civitate Dei, manoscritto del 1470, New York Public Library
De civitate Dei, manoscritto del 1470, New York Public Library

Agostino d’Ippona

De civitate Dei, III, 13

Talibus nuptiis populum Romanum non Venus, sed Bellona donavit

Nozze simili le donò al popolo romano Bellona al posto di Venere.

Le nozze sono quelle seguite al ratto delle Sabine. Bellona è la dea della guerra.

De civitate Dei, IV, 10

An Veneres duae sunt, una virgo, altera mulier? An potius tres, una virginum, quae etiam Vesta est, alia coniugatarum, alia meretricum?

Le Veneri sono forse due, una vergine e l’altra donna? O piuttosto tre, una delle vergini, che è anche Vesta, una delle sposate e una delle meretrici?

De civitate Dei, VII, 3

cur non praelata est Veneri Virtus, cum eam longe praeferat ratio?

Perché la Virtù non è stata anteposta a Venere, quando la ragione la preferisce di gran lunga?

De civitate Dei, VII, 15

Luciferum enim quidam Veneris, quidam dicunt esse Iunonis; sed, ut solet, Venus vincit.

Alcuni dicono che Lucifero sia di Venere, altri di Giunone. Come al solito, vince Venere.

Lucifero è la stella del mattino. Poco prima Agostino ricorda la contesa per la mela d’oro.

Martino di Braga. Formula vitae honestae in volgare tedesco, manoscritto del 1480 circa, Germanisches Nationalmuseum di Norimberga
Martino di BragaFormula vitae honestae in volgare tedesco, manoscritto del 1480 circa, Germanisches Nationalmuseum di Norimberga
Formula vitae honestae in volgare tedesco, manoscritto del 1480 circa, Germanisches Nationalmuseum di Norimberga

Martino di Braga

De correctione rusticorum, 7

Alius etiam daemon Venerem se esse confinxit, quae fuit mulier meretrix.

Un altro demone ancora finse di essere Venere, che fu una meretrice.

Per Martino i demoni si fecero adorare sotto i nomi di uomini e donne scellerati.

De correctione rusticorum, 16

Mulieres in tela sua Minervam nominare et Veneris diem in nuptias observare et quo die in via exeatur adtendere, quid est aliud nisi cultura diaboli?

Che le donne invochino Minerva al telaio, che per le nozze si osservi il giorno di Venere e si badi al giorno in cui mettersi in viaggio, che altro è se non culto del diavolo?

Il giorno di Venere è il venerdì.

Venanzio Fortunato. Carminum libri octo, prima edizione a stampa, Cagliari, Vincenzo Sembenino, 1574
Venanzio FortunatoCarminum libri octo, prima edizione a stampa, Cagliari, Vincenzo Sembenino, 1574
Carminum libri octo, prima edizione a stampa, Cagliari, Vincenzo Sembenino, 1574

Venanzio Fortunato

Carmina, IV, 28, 7-8

cuius in ingenio seu formae corpore pulchroarte Minerva fuit, victa decore Venus

Nel suo ingegno c’era Minerva con la sua arte, nel bel corpo una grazia che vinceva Venere.

Dall’epitaffio di Eusebia, morta a dieci anni appena e già promessa sposa.

Carmina, VI, 1, 60-61

Mox Venus ambrosio violas admiscet amomo,demetit ungue rosas gremioque recondit avaro.

Subito Venere mescola le viole all’amomo d’ambrosia, coglie le rose con l’unghia e le ripone nel grembo geloso.

Dall’epitalamio per le nozze del re franco Sigiberto con Brunilde.

Carmina, VI, 1, 116-117 (estratto)

[…] nil obstat amantibus umquam,quos iungi divina volunt.

Nulla ostacola mai gli amanti che il cielo vuole uniti.

Parla Venere, rivolta alla sposa Brunilde.

Isidoro di Siviglia. Etymologiae, manoscritto della fine dell’VIII secolo, Bibliothèque royale de Belgique
Isidoro di SivigliaEtymologiae, manoscritto della fine dell’VIII secolo, Bibliothèque royale de Belgique
Etymologiae, manoscritto della fine dell’VIII secolo, Bibliothèque royale de Belgique

Isidoro di Siviglia

Etymologiae, VIII, 11, 76-77

Hanc Graeci Ἀφροδίτην vocant propter spumam sanguinis generantem. Ἀφρὸς enim Graece spuma vocatur.

I Greci la chiamano Afrodite per via della schiuma del sangue, che genera. In greco infatti la schiuma si dice ἀφρός.

Etymologiae, VIII, 11, 78

Ideo autem Venerem Vulcani dicunt uxorem, quia Venerium officium nonnisi calore consistit

Dicono Venere moglie di Vulcano perché l’atto di Venere si compie soltanto con il calore.

Aldelmo di Malmesbury. Inizio degli Aenigmata, British Library, Royal MS 12 C XXIII
Aldelmo di MalmesburyInizio degli Aenigmata, British Library, Royal MS 12 C XXIII
Inizio degli Aenigmata, British Library, Royal MS 12 C XXIII

Aldelmo di Malmesbury

Carmen de virginitate, 1154-1155

Nititur haec iuvenem Veneris constringere nexu,Quatenus ad thalami flectat conubia mentem.

Costei si sforza di stringere il giovane nel nodo di Venere, per piegarne l’animo alle nozze.

Costei è Daria, la vestale mandata a sedurre il giovane Crisanto.

Beda il Venerabile. De natura rerum et temporum ratione, Basilea, Heinrich Petri, 1529
Beda il VenerabileDe natura rerum et temporum ratione, Basilea, Heinrich Petri, 1529
De natura rerum et temporum ratione, Basilea, Heinrich Petri, 1529

Beda il Venerabile

De temporum ratione, VIII

Existimabant enim se habere a Sole spiritum, a Luna corpus, a Marte fervorem, a Mercurio sapientiam et verbum, a Iove temperantiam, a Venere voluptatem, a Saturno tarditatem

Credevano infatti di ricevere dal Sole lo spirito, dalla Luna il corpo, da Marte l’ardore, da Mercurio la sapienza e la parola, da Giove la temperanza, da Venere il piacere, da Saturno la lentezza.

Beda spiega perché i pagani diedero ai giorni della settimana i nomi dei pianeti.

Venus, luminis venustate, quam ex solis vicinitate percipit, suo cernentes allicit aspectu.

Venere, con la bellezza della luce che riceve dalla vicinanza del sole, attira chi la guarda con il suo aspetto.

Pascasio Radberto. De corpore et sanguine Domini, manoscritto di Echternach tra IX e X secolo, Bibliothèque nationale de France
Pascasio RadbertoDe corpore et sanguine Domini, manoscritto di Echternach tra IX e X secolo, Bibliothèque nationale de France
De corpore et sanguine Domini, manoscritto di Echternach tra IX e X secolo, Bibliothèque nationale de France

Pascasio Radberto

De passione sanctorum Rufini et Valerii, Patrologia Latina 120, 1501

An sanctissimam Venerem, publicum scortum, divinis honoribus exhonorabimus, quae nullis aliis pro meritis coeleste fieri numen emeruit, quam quod prima meretricibus formam praebuit, legem decrevit?

O disonoreremo con onori divini la santissima Venere, pubblica meretrice, divenuta nume celeste per il solo merito di avere dato per prima alle meretrici un modello e una legge?

Parlano i martiri Rufino e Valerio davanti al loro giudice.

Si ergo meretrix dea est, cur castitas in mulieribus laudatur? cur adulteria condemnantur?

Se dunque una meretrice è dea, perché nelle donne si loda la castità? Perché si condannano gli adulteri?

Bruno di Segni. Opera, secondo tomo, Venezia, Bertani, 1651
Bruno di SegniOpera, secondo tomo, Venezia, Bertani, 1651
Opera, secondo tomo, Venezia, Bertani, 1651

Bruno di Segni

Omelia XXII, domenica di Settuagesima, Patrologia Latina 165, 772

in porta aquilonis sedent meretrices Veneris, luxuriaeque amores plangentes, et amatoria carmina componentes.

Alla porta di settentrione siedono le meretrici di Venere, che piangono gli amori della lussuria e compongono canti d’amore.

Bruno legge così le donne che in Ezechiele 8, 14 piangono Adone alla porta del tempio.

Bernardo di Chiaravalle. De consideratione, codice della Biblioteca Corviniana, Buda, 1470-1480
Bernardo di ChiaravalleDe consideratione, codice della Biblioteca Corviniana, Buda, 1470-1480
De consideratione, codice della Biblioteca Corviniana, Buda, 1470-1480

Bernardo di Chiaravalle

Epistola XLVIII, al cancelliere Aimerico, 1

An certe quod Lauduni de prostibulo Veneris suum Deo sanctuarium restitutum est?

O forse perché a Laon un postribolo di Venere è tornato a essere il santuario di Dio?

Bernardo elenca le riforme che gli vengono rimproverate. A Laon i monaci avevano preso il posto delle monache di San Giovanni.

Giovanni di Salisbury. Prima carta del Policraticus, Cambridge, Corpus Christi College, MS 46
Giovanni di SalisburyPrima carta del Policraticus, Cambridge, Corpus Christi College, MS 46
Prima carta del Policraticus, Cambridge, Corpus Christi College, MS 46

Giovanni di Salisbury

Policraticus, VI, 23

Confabulationibus et conviviis se totis viribus immiscet Venus, cuius qui prima missilia libenter admittit, quin posterioribus gravius vulneretur, vix evadit.

Venere si insinua con tutte le forze nelle conversazioni e nei banchetti. Chi accoglie volentieri i suoi primi dardi difficilmente evita che i successivi lo feriscano più a fondo.

Policraticus, VIII, 11

improbe Venerem accusat adversam, qui secundam ducit uxorem.

A torto accusa Venere di essergli avversa chi prende una seconda moglie.

Giovanni ricalca un detto sul mare, secondo cui a torto accusa Nettuno chi fa naufragio due volte.

Alano di Lilla. Inizio del De planctu Naturae, manoscritto tra Trecento e Quattrocento, Bibliothèque nationale de France
Alano di LillaInizio del De planctu Naturae, manoscritto tra Trecento e Quattrocento, Bibliothèque nationale de France
Inizio del De planctu Naturae, manoscritto tra Trecento e Quattrocento, Bibliothèque nationale de France

Alano di Lilla

De planctu Naturae, Patrologia Latina 210, 454

Venerem ineffabili scientia peritam, meaeque operationis subvicariam in mundiali suburbio collocavi

Ho collocato Venere, esperta di una scienza ineffabile e vicaria della mia opera, nel sobborgo del mondo.

Parla la Natura.

Innocenzo III. De miseria humanae conditionis nella versione francese di Eustache Deschamps, manoscritto del 1380-1390, Bibliothèque nationale de France
Innocenzo IIIDe miseria humanae conditionis nella versione francese di Eustache Deschamps, manoscritto del 1380-1390, Bibliothèque nationale de France
De miseria humanae conditionis nella versione francese di Eustache Deschamps, manoscritto del 1380-1390, Bibliothèque nationale de France

Innocenzo III

De miseria humanae conditionis, II, 22

qui nocte Venerem amplexantur, mane vero Virginem venerantur.

Di notte abbracciano Venere, al mattino venerano la Vergine.

Sono i sacerdoti presi dalla lussuria. L’autore scrisse il trattato da cardinale, con il nome di Lotario di Segni.

nocte filium Veneris agitant in cubili, mane filium Virginis offerunt in altari.

Di notte agitano nel letto il figlio di Venere, al mattino offrono sull’altare il Figlio della Vergine.

Il figlio di Venere è Cupido.

Tommaso d’Aquino. Summa theologiae, prima pars, manoscritto del XV secolo, Universitätsbibliothek di Basilea
Tommaso d’AquinoSumma theologiae, prima pars, manoscritto del XV secolo, Universitätsbibliothek di Basilea
Summa theologiae, prima pars, manoscritto del XV secolo, Universitätsbibliothek di Basilea

Tommaso d’Aquino

Summa Theologiae, II-II, questione 147, articolo 1

Ut enim Hieronymus dicit, sine Cerere et Baccho friget Venus, idest, per abstinentiam cibi et potus tepescit luxuria.

Come dice infatti Girolamo, senza Cerere e Bacco Venere ha freddo, cioè con l’astinenza dal cibo e dal bere la lussuria si intiepidisce.

Dall’articolo sul digiuno.

Jacopo da Varazze. Legenda aurea, manoscritto miniato di area padovana, 1485-1490 circa, Biblioteca Nazionale di Varsavia
Jacopo da VarazzeLegenda aurea, manoscritto miniato di area padovana, 1485-1490 circa, Biblioteca Nazionale di Varsavia
Legenda aurea, manoscritto miniato di area padovana, 1485-1490 circa, Biblioteca Nazionale di Varsavia

Jacopo da Varazze

Legenda aurea, De sancta Agatha

Sit talis uxor tua qualis fuit Venus dea tua, et tu talis sis qualis extitit deus tuus Iupiter

Tua moglie sia come fu Venere, la tua dea, e tu sii come fu Giove, il tuo dio.

Agata risponde al governatore Quinziano, che le impone di sacrificare agli dèi.

Legenda aurea, De inventione sanctae crucis

templum Veneris quod Adrianus imperator ibidem construxerat ut si quis christianorum in loco illo adorare voluisset videretur Venerem adorare

Un tempio di Venere che l’imperatore Adriano aveva fatto costruire lì, perché il cristiano venuto ad adorare in quel luogo sembrasse adorare Venere.

Il luogo è il Calvario, dove Elena fa cercare la croce.

Dante Alighieri. Commedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472
Dante AlighieriCommedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472
Commedia, prima edizione a stampa, Foligno 1472

Dante Alighieri

Paradiso, VIII, 1-3

Solea creder lo mondo in suo pericloche la bella Ciprigna il folle amoreraggiasse, volta nel terzo epiciclo

La bella Ciprigna è Venere. Il terzo epiciclo è quello del suo pianeta.

Marsilio Ficino. Sopra lo amore o ver’ Convito di Platone, Firenze, Neri Dortelata, 1544
Marsilio FicinoSopra lo amore o ver’ Convito di Platone, Firenze, Neri Dortelata, 1544
Sopra lo amore o ver’ Convito di Platone, Firenze, Neri Dortelata, 1544

Marsilio Ficino

El libro dell’amore, II, 7

queste due potentie sono in noi due Venere, le quale da due amori sono accompagnate.

Le due potenze sono il conoscere e il generare.

Angelo Poliziano. La Giostra di Giuliano de Medici, edizione del 1495-1500 circa, Metropolitan Museum of Art
Angelo PolizianoLa Giostra di Giuliano de Medici, edizione del 1495-1500 circa, Metropolitan Museum of Art
La Giostra di Giuliano de Medici, edizione del 1495-1500 circa, Metropolitan Museum of Art

Angelo Poliziano

Stanze per la giostra, I, 100, 3-4

La Dea negli occhi folgorar vedreste,E ’l ciel riderle attorno e gli elementi.

Venere appena nata dal mare.

William Shakespeare. Shake-speares Sonnets, Londra 1609
William ShakespeareShake-speares Sonnets, Londra 1609
Shake-speares Sonnets, Londra 1609

William Shakespeare

Venus and Adonis, 149-150

Love is a spirit all compact of fire,Not gross to sink, but light, and will aspire.

Amore è uno spirito fatto interamente di fuoco, privo del peso che lo farebbe affondare, leggero e capace di elevarsi.

Parole di Venere ad Adone.

Ugo Foscolo. Poesie, Firenze, Felice Le Monnier, 1856
Ugo FoscoloPoesie, Firenze, Felice Le Monnier, 1856
Poesie, Firenze, Felice Le Monnier, 1856

Ugo Foscolo

A Zacinto, 4-6 (estratto)

Del greco mar, da cui vergine nacqueVenere, e fea quelle isole fecondeCol suo primo sorriso […]

Søren Kierkegaard. Enten-Eller, prima parte, quarta edizione, Copenaghen, C. A. Reitzel, 1878
Søren KierkegaardEnten-Eller, prima parte, quarta edizione, Copenaghen, C. A. Reitzel, 1878
Enten-Eller, prima parte, quarta edizione, Copenaghen, C. A. Reitzel, 1878

Søren Kierkegaard

Enten-Eller, I, De umiddelbare erotiske Stadier eller det Musikalsk-Erotiske, SKS 2, 94

Der har Sandseligheden sit Hjem, der har den sine vilde Glæder, thi den er et Rige, en Stat.

Lì la sensualità ha la sua dimora, lì ha le sue gioie selvagge, poiché essa è un regno, uno Stato.

Il luogo è il monte di Venere. Il passo appartiene alle carte dell’esteta A, pubblicate dal curatore fittizio Victor Eremita in Enten-Eller (1843).

Kjerlighedens Gjerninger (Gli atti dell’amore), I, IV, SKS 9, 162-163

Kjerlighed snarere er Overbærelsens og Mildhedens lukkede Øie, der ikke seer Mangler og Ufuldkommenheder.

L’amore è piuttosto l’occhio chiuso dell’indulgenza e della mitezza, che non vede difetti e imperfezioni.

Dal capitolo sul nostro dovere di amare le persone che vediamo. Opera firmata da Kierkegaard, pubblicata nel 1847.

Ingen, som fandt Veien derind, kunde finde Veien tilbage.

Nessuno, una volta trovata la via per entrarvi, riusciva a trovare la via del ritorno.

Il passo richiama il «monte della voluttà» (Vellystens Bjerg), identificato dal commento critico con il Venusberg della leggenda di Tannhäuser. L’immagine accompagna la critica alla ricerca di una persona perfetta da amare.

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