Bully
Trama
Weston, Florida, estate del 1993. Marty sopporta da anni le umiliazioni del suo migliore amico Bobby Kent. Quando inizia a frequentare Lisa, già incinta, lei decide che Bobby deve sparire. Coinvolge altri ragazzi del quartiere, fra cui un sicario reclutato per cinquecento dollari, e organizza l'omicidio in una palude.
Love Story
Marty ha vent'anni, Lisa diciotto: crescono nella periferia operaia di Weston, Florida, tra strip mall e noia. Si conoscono durante un appuntamento combinato nei pressi del lavoro di Marty. Lisa si innamora subito e in modo totale; la sua devozione cresce in proporzione all'odio per Bobby, l'amico che domina Marty da sempre.
Recensione
Questo film è veramente tosto. Mi chiedo ancora quanta roba buona di questo genere venga saccheggiata e digerita dal cinema di Netflix. Le produzioni nuove si reggono su gente che ha studiato questi capolavori e ha provato a renderli accattivanti con effetti e tecnologie recenti, però la sostanza e la bellezza restano nel passato. I prodotti di oggi sono sempre più di plastica, con sceneggiature indottrinanti e prive di vero pathos. Un film poco conosciuto come questo diventa così una preda perfetta.
I protagonisti sono molteplici, le scene di sesso brevi e frequenti, l'estetica dei personaggi curata; i dettagli risaltano nonostante le inquadrature tendenzialmente veloci. È un film sull'amore e sulla morte, attraversato da più livelli di erotismo estetizzante ed esplicito: nei corpi nudi, nella psicologia spicciola, nella volgarità, nel dolore vissuto spudoratamente.
Lo consiglio a chiunque ami i film sull'adolescenza e sul passaggio all'età adulta, e a chi apprezza la comicità tipica delle sceneggiature americane di una volta, quelle dei primi anni Duemila (il film è del 2001). Il taglio della regia gioca sul filo del giudizio potenziale del pubblico, tra sottili critiche sociali e l'esibizione del turpe senza vergogna. Il gruppo di amici decide di uccidere il bullo che tutti detestano, ma l'idea nasce in realtà da una sola di loro, la ragazza incinta, la più timida e la meno intraprendente delle due amiche, quella con cui il film si apre. La tensione che attraversa il gruppo intorno a questa decisione di assassinare il loro stesso amico violento ricorda il clima di una possessione settaria. Da ciascun protagonista emerge comunque un carattere individuale, quanto basta per non renderlo un film banale.
Colpisce la geniale estetizzazione dei corpi, maschili e femminili, estesa persino a una serie di comparse. La stessa rappresentazione offre però un'immagine inquietante della donna, legata al potere subdolo, all'incanto delle emozioni, all'attrazione pervasiva del sesso. Tra le cose che il regista sembra mettere in crisi affiora una critica alla donna come capo di forze oscure, manipolatrice attraverso il sesso, sempre più nascosta dei maschi, che invece appaiono impulsivi, violenti ed espliciti. È un accenno che potrebbe riallacciarsi a valori legati alla virilità, o addirittura alla sua metafisica, intesa come capacità dell'uomo di distaccarsi dal sentimento e dalle cose terrene per elevarsi spiritualmente.
La drammaticità che gli attori esprimono sui volti appartiene a un cinema d'essai di alta qualità, vicino al grande cinema da grande schermo. Lo si comprende dalla sceneggiatura, e ancora di più dalla coordinazione efficace tra movimenti di macchina, sguardi, ritmi e suoni ansanti.
Chi oggi guarda Netflix e le serie più disparate, magari anche Romance, e non riesce ad apprezzare questo film, ha probabilmente una mente troppo viziata da contenuti che catturano e drogano la vista, veloci e anticontemplativi, capaci solo di imbambolare senza lasciare nulla. A chi invece lo rifiuta perché lo trova violento, obietto che la violenza qui è sempre spiegata, cioè giustificata attraverso gli atti graduali dei personaggi. Nei protagonisti predomina l'appartenenza a una classe medio-bassa, dove l'omertà verso gli adulti è la regola e la violenza è tollerata, dove si vive duramente e proprio per questo si resta più umani. È un fascino a cui Larry Clark ha sempre tenuto, e che qui prende la forma della bassa middle-class americana della Florida.
Il finale ci rivela che il film è ispirato a una storia vera. È un colpo di scena scoprirlo: forse, se avessi letto qualcosa prima, lo avrei saputo. In ogni caso è un film che avrà avuto vita difficile presso il pubblico benpensante, perché mette in crisi la morale e prende in giro i moralisti, rappresentati dagli adulti e dai vecchi, che compaiono quasi sempre come complici del male, assecondatori dei vizi o mero disturbo dei piani giovanili.