Trama
America suburbana, fine anni Novanta, girato secondo il manifesto Dogme 95. Julien lavora in una scuola per ciechi, parla da solo per strada e subisce il padre che lo umilia e lo innaffia con la canna dell'acqua. Pearl, incinta, elenca nomi di bambini e impara l'arpa; Chris si allena a wrestlare contro i bidoni. Al pattinaggio Pearl cade e abortisce: Julien convince l'infermiera a lasciargli tenere il neonato morto e lo porta a casa sotto le coperte.
Love Story
Julien è un giovane schizofrenico non trattato; Pearl, sorella minore, è incinta e vive con lui sotto il padre tedesco abusante. Tra i due c'è un affetto quasi materno: lei lo calma fingendosi la madre al telefono. Passano una giornata sui pattini, lei cade sul ventre e perde il bambino; Julien lo porta via dicendo che è suo.
Recensione
Harmony Korine gira a New York su MiniDV con una Canon XL-1, passa il nastro in 16 millimetri e lo gonfia in 35. Anthony Dod Mantle, già su Festen, tiene l'immagine granulosa e bassa. Sesto film Dogme 95 e primo americano sotto il voto di castità. Dialoghi in larga parte improvvisati. Sulla pista di ghiaccio entra musica non diegetica di Oval, infrazione dichiarata. Werner Herzog interpreta il padre tedesco e violento.
Julien, schizofrenico non trattato, si fa cullare da Pearl che al telefono finge di essere la madre morta. I due passano il giorno insieme, lei incinta, lui a vendere pattini fatti in casa a un bambino chassidico. Korine tiene il desiderio dentro la casa, tra carezze e insulti paterni. Pearl è chiamata «dilettante e troia». L'affetto fratello-sorella resta l'unica tenerezza disponibile.
Venezia, settembre 1999, poi poche sale americane. 92 mila dollari al botteghino. Lars von Trier difende il film nonostante telecamere nascoste, musica fuori campo e il nome di Korine in testa. Roger Ebert gli dà tre stelle e scrive che costringe a vedere alle sue condizioni. Rotten Tomatoes resta al 29 percento. Julien, sotto le coperte, culla il bambino e mormora preghiere.