Trama
Francia, un anno tra estate e primavera. Durante le vacanze al mare, Isabelle perde la verginità con Félix e osserva la scena come se il proprio doppio fosse fuori dal corpo. Tornata al liceo a Parigi, compra un secondo telefono e diventa Léa, escort clandestina negli alberghi di lusso. Georges, un cliente anziano, è l’unico a trattarla con tenerezza; quando muore d’infarto durante un incontro, la polizia svela la doppia vita alla madre. Isabelle lascia il giro, prova una relazione con Alex e infine torna nella stanza dell’hotel con Alice, la vedova di Georges.
Love Story
Isabelle ha diciassette anni, liceale borghese parigina; Georges ne ha sessantatré, è sposato e ha una figlia adulta. Si conoscono in un hotel, dove lei arriva come Léa dopo avere concordato online prezzo e incontro. Lui la guarda e la tocca con una cura assente negli altri clienti: nasce un’intimità pagata, tenera e fatale.
Recensione
François Ozon apre attraverso il binocolo del fratello di Isabelle: il corpo della ragazza arriva già dentro uno sguardo rubato. Pascal Marti fotografa corridoi d’albergo e scale mobili della metropolitana in 1,85:1. Quattro stagioni scandiscono l’anno scolastico, ciascuna introdotta da una canzone di Françoise Hardy e da un punto di vista diverso. I costumi conducono Isabelle dall’estate al glamour di Léa, poi a un aspetto quasi maschile.
Isabelle separa il sesso dall’emozione: con Félix guarda il proprio corpo da fuori, con i clienti controlla tempi e prezzi, con Alex misura il vuoto di una relazione ordinaria. Georges interrompe la meccanica. La osserva, la tocca con cura e introduce un piacere possibile nello scambio commerciale. Il denaro resta nascosto in casa; l’attrazione risiede nella prassi clandestina, dal contatto online al viaggio verso l’hotel. Ozon lascia aperto il movente e filma la protagonista come un enigma.
Ozon e Marine Vacth girarono quasi tutte le scene in ordine cronologico durante due mesi. Per la lezione su «Roman» di Rimbaud, il regista coinvolse veri studenti del liceo Henri-IV e lasciò improvvisati i commenti, trattando la classe come un frammento documentario. Presentato in concorso a Cannes nel 2013, il film chiude nella camera di Georges. Alice accarezza Isabelle; al risveglio la ragazza resta sola, in un’immagine sospesa tra sogno e realtà.